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Nei giorni scorsi mi è arrivato un invito a Google Wave.
Appena l’ho detto su Twitter sono stato tempestato di richieste (“hai mica un invito?”) e rosicamenti (“beato te, a me ancora nulla…”), che dimostrano come l’ennesima operazione di hype di Google abbia funzionato alla grande, anche con questo nuovo prodotto.
Ma, diciamocelo, Google Wave rimane (almeno per ora) solo un grosso hype. O poco più.
Perchè Google Wave non avrà successo
Per iniziare, perchè taglia fuori tutti quelli che utilizzano Internet Explorer (quindi almeno la metà dei navigatori, che include moltissimi “surfisti da ufficio”, obbligati dall’azienda ad utilizzare IE): appena ho aperto l’invito, mi sono trovato infatti davanti ad un paginone che mi diceva di utilizzare uno degli altri 3 browser (Chrome, Firefox o Safari), o in alternativa di installare Google Chrome Frame. Si, hai capito bene, Google Wave NON è accessibile col browser di Microsoft, e se proprio vuoi farlo andare devi “imbastardirlo” installandoci sopra Google Chrome Frame: ottimo tentativo per debellare IE, non c’è che dire.
Secondariamente, perchè è un prodotto estremamente di nicchia, pensato da un tecnico per un tecnico, e non per la massa: non si riesce a spiegare cosa sia in poche parole (il video qui sotto ci prova, ma ci riesce solo parzialmente),
non si riesce a collocare in nessun ambito conosciuto (ho fatto un breve sondaggio e mi son sentito dire: “è una roba tipo l’email, ma più incasinato” oppure “assomiglia un pò a Skype, ma non c’è niente da installare” e anche “a prima vista mi ha ricordato Facebook, ma poi non ci ho capito nulla”), e ha dentro cose assolutamente inutili che solo un pazzo maniaco programmatore/sviluppatore può apprezzare (che cavolo mi frega di poter fare il “view page source” di ogni singolo messaggino???).
Google Wave è una email-chat sociale, ma son certo che NON ammazzerà la posta elettronica (come invece si era affrettato a titolare qualcuno…): vai a spiegare a certi dirigenti di mezza età che le email “one-to-one”, che già vedevano come uno strumento molto poco affidabile e riservato, ora non si usano più e che possono invece essere lette da altri “invitati” (o finire pubblicate all’interno di qualche sito). O vai a spiegare alla segretaria che ora non deve inviare un messaggio ad un indirizzo email bensì deve invitare un interlocutore a far parte di una “conversazione”.
Google Wave fa troppe cose insieme: è un pò email, un pò chat e un pò instant messenger, con una spruzzata di social (che va tanto di moda…). Ha dei gadget per integrare sondaggi, giochi, mappe e pure traduzioni in real time. E volendo si può pure embeddare in un sito o in un blog.
Col risultato che non fa bene nessuna di queste cose.
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