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Da sempre condanno e ritengo fondamentalmente inutili un certo tipo di aggregatori, e a partire da fine gennaio anche Google ha (finalmente) deciso di punirli, con l’introduzione del cosiddetto “Scraper Update” (una sorta di fratellino minore del Panda).
Ma è ancora possibile pensare, nel 2011, ad un aggregatore di qualità?
Secondo Gabe Rivera, si.
Rivera, fondatore di Techmeme, fa proprio l’esempio del suo sito, contrapponendolo a tutti quelli che lui non vuole chiamare aggregatori, bensì “rewriter” (semplici “riscrittori” – ovvero “copiatori” – di contenuti).
Queste, secondo Rivera, le principali 4 differenze fra un “rewriter” e un aggregatore di qualità.
Un aggregatore di scarsa qualità:
• nasconde o omette i link alle fonti
• manda poco o nessun traffico verso le fonti
• ha annunci pubblicitari brutti, distrattivi, fastidiosi
• aggrega editori demagogici ed egocentrici
Mentre uno di qualità:
• evidenzia i collegamenti alle fonti
• manda molto traffico verso le fonti
• ha annunci pubblicitari di buon gusto, utili, ricchi di informazioni
• aggrega editori modesti, umili, interessanti
Se prendo le statistiche del mio Google Analytics da inizio anno a oggi, il primo aggregatore che trovo è Wikio (15°), seguito da Liquida (20°) e da Il Bloggatore (58°). Il problema è che tutti e 3 insieme mi han portato un totale di 1.133 visite. In 7 mesi.
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